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Amore sacro e Amore profano

Titolo: Amore sacro e Amore profano
Tecnica: Olio e acrilico su tela
Misura: Cm 60 x 40 (dittico)
Anno di esecuzione: 2016

Tra i tanti che hanno affrontato il tema dell’amore, Tiziano è stato l’artista che più mi ha stimolato nella composizione di un’opera complessa, formata da apparenti paradossi e riflessioni tinte di ironia. Nella sua Amor Sacro e Amor Profano, datata 1515 circa e conservata alla Galleria Borghese di Roma, le due figure femminili sono fisionomicamente identiche, fatto salvo che una è vestita e l’altra esibisce purezza attraverso la nudità. Il suggerimento implicito è la dualità della persona, che possiede caratteristiche di natura opposta come il corpo e lo spirito, coniugati nei termini di amore divino e amore passionale.

La mia opera desidera demitizzare la scena, pur mantenendo la composizione su un piano orizzontale. Se nell’opera tizianesca i due soggetti di Amore sono divisi dall’albero posto dietro la figura di Eros, nella mia la cesura si concretizza con una cerniera fissa, immobile e che non si può aprire, a rendere indissolubili il male e il bene, sempre presenti nella vita dell’individuo. Molto ironicamente le figure umane sono state sostituite da due rotoli di carta igienica, uno usato e l’altro intonso.

Il rotolo utilizzato non intende suggerire l’obsolescenza di un bene ormai da gettare, né si lega alla sporcizia a cui l’immaginario comune lo lega. Al contrario la carta usata individua nell’agente colui che si è mondato e purificato. Dal canto suo la carta intonsa, al primo sguardo perfetta nella forma e ancora in potenza di saper svolgere ciò per cui è stata creata, induce il dubbio che qualcuno non l’abbia utilizzata: costui, nella sua apparente perfezione, non si è concesso la possibilità di purificarsi dal sordido. Né con la carta, materialmente, né allegoricamente.

Dietro i soggetti principali vi sono due citazioni: nella parte sinistra è Medusa, di Caravaggio, che sottintende il cammino tortuoso che conduce alla virtù e mostra ribrezzo verso chi non ha utilizzato gli strumenti a disposizione per purificarsi; nel lato destro, ad amplificare il significato suggerito dal rotolo usato, un ex voto, metafora che allude alla sfera spirituale e alla purezza d’animo.

L’opera concilia in maniera dialettica il bene e il male che nell’uomo sono indissolubili, volendo suggerire la necessità che la vita sia illuminata da spiritualità, conoscenza e carità, in una parola dalla purezza.