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Burka

Titolo: Burka
Tecnica: olio e acrilico su tela
Dimensione: Polittico Cm 480 x 80
Anno di esecuzione: 2009

Burka è un polittico che si compone di dodici soggetti che illustrano l’irriducibile pluralità dell’uomo che vive questo pianeta, conteso tra ideali esistenzialisti, errori che non guardano alla storia, aneliti di verità e denunce di falsità.

L’opera pone in evidenza due aspetti dialettici che appartengono allo sguardo: il disvelamento e il nascondimento. Se da un lato gli occhi non sono in grado di cogliere l’essenziale, dall’altro ospitano l’essenza di una persona. Negli abissi di uno sguardo, infatti, si può leggere la profondità dell’anima, ma è evidente che non basti un semplice sguardo per cogliere l’anima di chi abbiamo di fronte a noi.
Dove abita dunque la verità?

L’uomo ha posto nell’esistenza le proprie paure e ha cercato di nasconderle con veli di menzogne per sentirsi sicuro e protetto. Ha inventato gerarchie terrene e linee di demarcazione che generano esclusione per inventarsi un velo che nasconda l’inganno e la tentazione. Ma se spogliassimo l’uomo dei suoi veli, sarebbe egli più vero?

Avulso dall’ambito religioso il burka è allegoria di ciò che, anche nel mondo occidentale, corrisponde alle apparenze ingannevoli: se da un lato il velo nasconde, dall’altro rivela ciò che resta di autentico nell’uomo, ovvero gli occhi, da cui intrude il mistero dell’essenza.
Tra verità e apparenza, cos’ha scelto l’individuo?

La rivelazione in chiosa all’opera: uno specchio, simbolo dei simboli, quasi sia l’apostolo Paolo a parlare e a suggerire: “Noi ora vediamo in uno specchio, un enigma, ma verrà un tempo in cui vedremo faccia a faccia. Ora la mia scienza è parziale, ma verrà un tempo in cui io conoscerò per intero, come sono conosciuto.”